Attività settimanali
YOGA
il Martedì alle 19:45-20:45 e il Giovedì alle 20:00-21:00
con Angelo Balbo
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il Giovedì alle 19:00-20:00
con Marina Demaria
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il Venerdì alle 9:30-10:30, alle 18:30-19:30, alle 20:00-21:00
con Roberto Rodina
per info e prenotazioni 339 80.182.61
Lo Yoga non è altro che l'esperienza totale della vita umana:
è una scienza dell'uomo integrale"
Jaques S.Masui
Spiega Iyengar, uno dei maestri indiani di Yoga più conosciuti in Occidente: "Un albero ha radici, rami, foglie, corteccia, linfa, fiori e frutti. Ognuna di queste componenti ha una identità separata, ma ognuna di esse, da sola, non può diventare un albero. Lo stesso avviene con lo Yoga. Come tutte le parti, unite insieme, divengono un albero, gli otto stadi messi insieme formano lo Yoga.
I principi universali di Yama sono le radici, e le discipline individuali di Niyama formano il tronco. Le Asana (posizioni) sono come i vari rami che si allargano in diverse direzioni. Il Pranayama che provvede ad areare il corpo con l'energia attraverso il respiro, è come le foglie che forniscono l'aria all'intero albero. Il Pratyahara impedisce che le energie dei sensi fluiscano verso l'esterno, proprio come la corteccia protegge l'albero dalla putrescenza. Dharana è la linfa dell'albero e mantiene saldi la mente e l'intelletto. Dhyana è il fiore, che matura nel frutto del Samadhi. Come il frutto è il più alto punto di sviluppo di un albero, la realizzazione del proprio SE’ è il culmine della pratica dello Yoga".
Essere padrone del proprio corpo e dei propri automatismi emotivi equivale infatti a dominare la mente e a dirigerla verso una buona consapevolezza di sé.
Ecco in dettaglio le otto fasi:
YAMA
Rappresenta l'etica dello Yoga. I suoi cardini sono nonviolenza (Ahimsa), sincerità (Satya), onestà (Asteya), continenza (Brahmacaria), libertà dall'avidità e dal possesso (Aparigraha)
NIYAMA
I Niyama sono le regole della disciplina e dell'autopurificazione. Si suddividono in purezza (Sauca), l’accontentarsi (Samtosa), austerità (Tapas), studio e analisi di se stesso (Svathyaya), devozione a Dio (Isvara-pranidhana)
ASANA
Le Asana soono le posizioni del corpo e senza dubbio rappresentano l'aspetto più conosciuto dello Yoga. Le Asana classiche sono 84, anche se alcune sono considerate fondamentali. Ogni posizione ha uno specifico effetto preventivo e curativo ed agisce beneficamente sui vari organi, sulle complesse esigenze fisiologiche del corpo e sull'equilibrio della mente.
PRANAYAMA
Pranayama deriva da prana: energia forza vitale, e yama:regolazione, controllo, respirazione. La maggior parte della gente, per abitudine (cattiva), non dà la dovuta importanza alla respirazione, che secondo lo yoga ha un ruolo fondamentale per il benessere psicofisico e spirituale. Nel respiro non ci limitiamo ad inspirare ossigeno, elemento fondamentale per la vita delle cellule e il mantenimento della vita, ma possiamo assorbire il Prana, la forza vitale essenziale presente in quantità illimitata nell'universo
PRATYAHARA
Questa fase dello Yoga, letteralmente il "distacco", aiuta a portare le funzioni dei sensi sotto il controllo della coscienza vigile. Questa fase apre la via all'esperienza interiore. Il Pratyahara aiuta a vincere la distrazione e la dispersione mentale.
DHARANA
Dharana è la concentrazione.
Senza la padronanza totale di Dharana non si può praticare correttamente la meditazione e di conseguenza raggiungere l'illuminazione che è l'obiettivo finale dello Yoga. La concentrazione aiuta ad allentare la tensione emozionale e dissipa le nebbie che spesso avvolgono le nostre capacità mentali.
DHYANA
Dhyana è la meditazione, ed è l'anticamera dell'illuminazione, dell'estasi e della felicità. Alcuni studiosi degli effetti benefici della meditazione hanno calcolato che se solo l'un per cento della popolazione mondiale meditasse una volta al giorno, la quasi totalità dei problemi che affliggono l'umanità svanirebbe.
SAMADHI
E' uno stato supercosciente di illuminazione dello spirito, una situazione di pura estasi in cui l'essere individuale raggiunge l'essenza dell'Amore Eterno Incondizionato Pantanjali, il grande maestro spirituale dell'India antica, spiega che la causa primaria della sofferenza che affligge gli uomini è l'ignoranza della propria natura spirituale. La consapevolezza della propria identità rimuove il velo illusorio (Maya) che offusca la nostra visione e sradica progressivamente il dolore dal nostro essere.